Quando si infiamma l’orecchio: scopriamo l’otite

L’otite è un’infiammazione acuta dell’orecchio che è spesso associata a stati influenzali, ma spesso può avere anche origine batterica o virale. Essa si distingue in acuta o cronica: la prima fa il suo decorso e si risolve in pochi giorni senza l’ausilio di farmaci, la seconda richiede l’intervento di medicinali laddove il problema non riesce ad essere debellato naturalmente e in tempi brevi. Esistono numerose tipologie di otite ed ognuna porta con sé caratteristiche diverse: interna, esterna, media, barotraumatica. Tra i sintomi generali che accompagnano questo disturbo ci sono mal d’orecchio, vertigini, nausea e perdita d’equilibrio.

Classificazione dell’otite e sintomi

Come accennato in precedenza, esistono numerose tipologie di otite ed ognuna ha sue cause e sintomi specifici. Vediamo nell’ordine di cosa si tratta:

• Otite interna: è detta anche labirintite proprio perché interessa il labirinto dell’orecchio e va ad intaccare quegli organi addetti al senso dell’equilibrio e dell’ascolto. Questo disturbo può essere scatenato da virus o batteri (come la parotite in età infantile), meningiti, reazioni allergiche a farmaci o a particolari sostanze e forte stress. L’otite interna non deve essere trascurata perché potrebbe portare alla perdita dell’udito o a patologie secondarie come depressione e attacchi di panico. Tra i sintomi frequenti, infatti, troviamo ansia, vertigini e nausee, perdita di equilibrio, pallore e mal di stomaco;

• Otite media: si manifesta nella sua fase acuta e maggiormente nei bambini. Essa va ad interessare il canale di comunicazione tra l’orecchio interno e la membrana del timpano. È la variante più comune in assoluto perché solitamente insorge a causa di raffreddori, mal di gola e allergie. I germi del raffreddore possono raggiungere l’orecchio medio tramite le trombe di Eustachio che sono a contatto con le vie respiratorie infettate. Di solito l’otite media è accompagnata da febbre, naso chiuso, tosse e mal di gola e può arrivare a manifestarsi nella sua forma purulenta con vesciche ricche di pus. Anche questa tipologia di otalgia non deve essere trascurata perché può portare a danni come acufene, perforazione del timpano e diminuzione delle capacità uditive;

• Otite esterna: si tratta di un’infiammazione del canale auricolare esterno, ma ciò non significa che non possa arrivare all’interno nel caso in cui non venga curata. Questa forma di otite ha come responsabili agenti patogeni esterni come virus e batteri e può presentarsi anche sotto forma di eczemi e pustole. Fattori predisponenti sono orecchio troppo umido, accumulo di cerume, secchezza del canale auricolare e colpi di freddo. Tra i soggetti maggiormente colpiti troviamo bambini, immunocompromessi e diabetici. Il primo sintomo che si manifesta è un fastidioso prurito dell’orecchio che si tramuta in dolore che viene fuori anche durante la semplice masticazione. A volte può mostrarsi anche con la presenza di pustole, edema ed eritema;

• Otite barotraumatica: questo tipo di otite è classica dei repentini cambiamenti di pressione atmosferica che riguardano l’orecchio. Può verificarsi, infatti, a causa di un’immersione svolta male o di un viaggio in aereo, dove la pressione cambia. Tra i sintomi più frequenti ci sono acufene, otalgia, perdita di equilibrio, vertigini e nausee.

Un’altra forma di otite è la miringite, un’infezione che si presenta con vesciche sulla membrana del timpano e sintomi come febbre, otalgia, vertigini e sangue dall’orecchio.

Terapie adeguate a ogni tipo di otite

Onde evitare che questo fastidioso malessere si presenti è bene adottare alcune precauzioni come asciugare bene le orecchie dopo una nuotata o una doccia, evitare l’uso dei bastoncini di cotone che tendono a spingere il cerume verso l’interno del canale facendolo accumulare, applicare settimanalmente gocce emollienti per sfavorire l’insorgere di tappi di cerume. In base alla tipologia di otite cui si è soggetti, il medico deciderà la cura farmacologica più adatta che può andare dal paracetamolo agli antibiotici, passando per gli anestetici locali per placare otalgie particolarmente intense.

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